Misericordia: sentimento di compassione per l’infelicità altrui, che spinge ad agire per alleviarla, sentimento di pietà che muove a soccorrere, a perdonare, a desistere da una punizione.
Ironia ma non troppo

Quale luogo più suggestivo di un Duomo per parlare di misericordia? E quali attori più indovinati di Benedetta Giuntini e Alessandro Benvenuti per interpretare l’ironia?
Gli attori dialogando vivacemente tra loro, intervallati da un accompagnamento musicale, regalano momenti di sottile e coinvolgente ironia, ma non solo. “La Misericordia è degli Ironici” invita a riflettere portando in scena temi attuali con una forza potente ma gentile, facendo diventare l’ironia l’arma più rivoluzionaria di cui disponiamo.
Sia Benedetta Giuntini che Alessandro Benvenuti non sono nuovi a questo tipo di narrazione, basti pensare a quando la Giuntini ha interpretato con Katia Beni “Diritti o rovesci, ma mai pari!” in cui tra una gag, monologhi surreali e divertenti vengono affrontati temi come il body shaming, diritti violati e stereotipi di genere.
E come non ricordare Alessandro Benvenuti che in “Compagni di scuola” interpreta Lino Santolamazza che con Armando Lepore (Maurizio Ferrini) organizzerà un macabro scherzo fingendo una finta paralisi e offrendo patetici ed angosciati squarci della società degli over 30 dei tardi anni Ottanta, non molto dissimile da quella attuale, segnati da cattiveria, deliri d’onnipotenza, sarcasmo sprezzante ed una carrellata completa di bassezze umane di ormai ex ragazzi.
“La Misericordia è degli Ironici”

“La Misericordia è degli Ironici” rappresenta il secondo atto del Trittico delle Misericordie di Davide Rondoni: dopo quella “degli Inquieti”, quella “degli Ironici” porta in scena un dialogo tra una donna e il suo “angelo custode” intervallando battute ironiche e riflessioni.
…ne vedi in giro della gentilezza? Qua si scannano quasi tutti.
Con le armi o coi pensieri. O con le parole. Dicono (gentilmente) “prego s’accomodi” e intanto pensano “mo’ ti spenno come un pollo, ti sbrano come una tartare di tonno, ti spremo come uno straccio passato nell’atrio della stazione di Santa Maria Novella, ti squarto come una sardina da mettere nell’amo, ti…
E tra una frecciatina e un dileggio la protagonista ricorda quando era giovane
Da giovane ero così giovane…Ero impaziente, mordevo la vita, senza pace, sempre in tiro..
E ora mi ritrovo qui, senza più forza, a rimuginare sugli errori, sulle mancanze, su quel che non c’è più…
Il passare del tempo le fa apprezzare la necessità di essere più misericordiosa nei suoi confronti e nei confronti degli altri. Siamo tutti pronti a puntare il dito, a giudicare a mettere muri con gli altri. Nascondiamo tutti delle ferite e solitudini che non vogliamo confessare, degli errori fatti per sete di amore. Avere misericordia ci aiuterebbe a provare empatia anziché giudizio. Misericordia… una parola così difficile, dolorosa e scomoda che la protagonista nemmeno riesce a terminare.
“Non sono una cosa vero?”
Fare i conti con il tempo che passa non è mai semplice e la protagonista in una lunga battuta si domanda “Non sono una cosa vero?” urlando il suo bisogno di essere riconosciuta come libera e senziente e ora più che mai bisognosa di misericordia verso se stessa.
Anche se sono cosi impoverita, cosi ammattita, così sbagliata, anche se sono così che non so neanche cosa più come sono…Così quasi annerita nella mia stessa mente e forse sì proprio ora avrei bisogno della miseric…miserico…
La risposta dell'”angelo custode” al dolore urlato della protagonista è una carezza sull’anima, che rincuora, che nutre e spazza via i dubbi.
Sono una festa meravigliosa i tuoi respiri.
Sono una partita meravigliosa i tuoi sguardi
Sono una canzone anche i tuoi smarrimenti, i tuoi ritardi…
Sono un cielo i tuoi indebolimenti, i tuoi rimbambimenti
La misericordia in una cornice emozionante

“La Misericordia è degli Ironici” parte del Trittico delle Misericordie del “Festival La Misericordia e il teatro”, ideato da Marco Micheletti, governatore della Misericordia di San Miniato, è giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Il Festival si distingue da sempre per il suo impegno sociale coniugando abilmente cultura e solidarietà.
Il Duomo di San Miniato ha accolto il pubblico in un’atmosfera suggestiva e intima e le due voci degli attori perfettamente intrecciate tra loro sono state accompagnate dal sassofonista e compositore Marco Zurzolo. Uno spettacolo elegante e delicato in grado di tenere alta l’attenzione dello spettatore con solo due attori in scena. Merito della profondità del testo e della magica interpretazione di Benedetta Giuntini e Alessandro Benvenuti.


Lo spettacolo affronta tematiche universali che vanno oltre l’appartenenza religiosa. La gentilezza, la libertà, la misericordia ci uniscono in quanto esseri umani e accomunano tutte le religioni del mondo. Io, buddhista sono entrata in punta di piedi nel Duomo di San Miniato assistendo a uno spettacolo in cui non mancavano i riferimenti cattolici, ma nonostante questo mi sono sentita parte di quello che vedevo e ascoltavo. Non ho mai avvertito la sensazione di “essere/credere altro”.
La parola religione tra i diversi significati etimologici riconosce RE-LIGARE: unire insieme, ed è quello che è riuscito a fare “La Misericordia è degli Ironici”… semplicemente e profondamente far stare insieme.
@CREDIT FOTO: Aurelio Cupelli, Mauro Menichetti