Naked Flowers non è uno spettacolo teatrale.
Naked Flowers non è neanche l’adattamento teatrale di un testo tra i migliori che siano mai stati scritti.
Naked Flowers non è niente di quello che possiate immaginare.
NAKED FLOWERS: SOGNI, FOLLIA, SENSUALITÁ, AMORE
Naked Flowers è un universo psichedelico di sogni, follia, sensualità e amore.
Da oltre trent’anni la regista Firenza Guidi ospita per due settimane nella sua scuola di arti performative a Fucecchio artisti provenienti da tutte le parti del mondo. In pochi giorni performers con talenti, bagagli culturali e lingue diverse portano in scena autentiche perle di rara bellezza e originalità.
Quest’anno con Naked Flowers, Firenza Guidi ha seguito le tracce de “La Vegetariana” di Han Kang scrittrice sud coreana vincitrice del premio Nobel per la letteratura nel 2024. Tracce che si sono dipanate poi in sentieri abilmente tracciati dalla regista e seguiti con emozione da un pubblico attentissimo.
Naked Flowers prende per mano lo spettatore che già prima che lo spettacolo inizi, si dimentica da dove viene per immergersi nell’universo degli attori che costantemente lo stimolano, lo integrano, lo fanno sentire parte dell’enorme concentrato di passioni che si muovono davanti a suoi occhi.
Seguendo il libro di Han Kang, Naked Flowers è diviso in tre parti: “il mondo domestico” segnato dalle regole della società e dall’oppressione familiare, “il mondo dell’erotico” che porta con sé i tabù, i limiti e la possibilità di andare oltre. Infine “il mondo della follia” nel quale il confine tra normalità e pazzia sembra più labile e indefinibile. Firenza Guidi intreccia abilmente questi universi, miscelandoli con cura come se in ognuno ci fosse qualche piccola o grande porzione anche degli altri.
IL SOGNO



Il sogno è stata la molla che ha fatto diventare vegetariana Yeong-hye, la protagonista del romanzo. Un sogno sempre evocato, ma mai raccontato. Ecco che Firenza ha mantenuto la centralità della dimensione onirica, lasciando che gli stessi attori raccontassero un sogno che in qualche modo ha cambiato il corso della loro vita. Questa forma di meta racconto entra all’interno della narrazione performativa aderendovi completamente, quasi a diventarne una seconda pelle.
YEONG -HYE



Nel libro Yeong- Hye, la vegetariana, è onnipresente e imperante, pur non parlando quasi mai. Naked Flowers ha percorso questa stessa direzione dando voce alla vegetariana in modi diversi, ma tutti potenti e dirompenti. Yeong -Hye è un personaggio che ti entra dentro e e che senza chiedere niente, ti tiene incollato a lei. Ecco che in Naked Flowers conosciamo la vegetariana immersa nel mondo domestico, fatto di persone, suoni, rumori in cui basta un attimo per essere invisibile. Proprio come Yeong- Hye che come dirà il marito “prima che mia moglie diventasse vegetariana, l’avevo sempre considerata insignificante”. Una donna “né bella né brutta e senza tante pretese, che non avrebbe creato problemi”. Una donna del tutto trasparente se non fosse stato per una stranezza: “A mia moglie non piaceva portare il reggiseno”.
NAKED FLOWERS: UN INNO DI LIBERTÁ
Yeong-Hye non sopporta il reggiseno perché la opprime. Gli uomini non possono capire questo violento senso di costrizione perché non ne hanno mai indossato uno.
Naked Flowers fa del rifiuto del reggiseno un manifesto di libertà che ricorda per forza e potenza il movimento “No bra“ degli anni Sessanta e Settanta. Le attrici si muovono in una danza sensuale cercando di levare strati su strati di reggiseni in una tensione crescente e sempre più impellente, fino a prendere in mano l’indumento e gettarlo a terra scoppiando in una risata. Il gesto liberatorio viene poi però sanzionato dagli uomini che rincorrono le donne con delle camicie di forza, segno che si può pensare di essere libere quanto si vuole, ma le regole non scritte, invasive e ingombranti della società sono lì pronte a riportarci là dove è il nostro posto.




SEI PAZZA?
Tutto è follia in Naked Flowers. La follia anima la scelta di Yeong Hye e la reazione delle persone vicine a lei. È come se il mondo fosse capovolto. Chi è sano e chi è pazzo?
Sono folli le persone nei manicomi o quelle fuori? A questo mondo sottosopra la Vegetariana risponde con il desiderio di diventare un albero e vivere a testa in giù affondando le sue braccia nella terra, nutrendosi di acqua e lasciando coprire il suo corpo di foglie. La scena finale della performance accoglie liricamente il desiderio della protagonista che si allontana piano piano dalla scena, forse finalmente libera.


NAKED FLOWERS: UN UNIVERSO DI SENSUALITÀ
Se nel romanzo di Hang Kan la sensualità sembra essere confinata nella seconda parte quando la protagonista, nello studio del marito della sorella, si lascia dipingere i fiori sul corpo nudo, in Naked Flowers pervade ogni momento. È una sensualità libera che cerca di andare oltre anche il limite del socialmente accettato, oltre che ai tabù. Così assistiamo come voyeurs a un banchetto in cui gli attori si muovono gli uni sopra gli altri, sopra e sotto un tavolo, quasi a non distinguere più un corpo dall’altro.

Poi un sublime tango tra uomini vestiti di nero sovverte ogni regola e sprigiona libertà ed eros che vanno oltre i confini del genere e del “politically correct”.

Sensuali sono le attrici che indossano delle ciclisti e reggiseni color carne. Questo è un altro tabù che Firenza Guidi con i suoi spettacoli riesce a sovvertire, un’autentica firma. Le donne da sempre vivono oppresse da canoni estetici che impongono ideali di bellezza spesso irraggiungibili, oggi più che mai. Mettere a nudo, senza denudare, esalta fisicità diverse con orgoglio e senza pudore. È il messaggio più erotico e trasgressivo che si possa offrire.

Naked Flowers affronta l’accettazione della diversità, la libertà di scegliere contro una vita etichettata e imprigionata dentro rigide e comode cellette di conforto.
L’universo colorato di costumi psichedelici, le ambientazioni suggestive e i performers travolgenti di Naked Flowers ripercorrono la metafora dolorosa e sanguinante del desiderio di libertà che appartiene a tanti di noi, soprattutto noi donne, spesso costrette a dover accettare ruoli preconfezionati. In fondo la protagonista parla pochissimo e proprio perché trasparente il suo destino è quello di perdersi, fino a dissolversi.