Sinossi perfetta. 10 utilissime regole

Sinossi perfetta. 10 utilissime regole

“Scrivere romanzi significa prendersi cura degli altri. Se io ci tengo veramente a te, se voglio avere una relazione con te, ti racconto storie”, Jonathan Safran Foer

La sinossi è un elemento tecnico fondamentale che permette all’editor di farsi una prima idea se un romanzo è scritto bene o meno. Erroneamente si pensa che la sinossi sia un artificio utilizzato da editor svogliati per fare una scrematura dei testi da valutare. In realtà la sinossi è una specie di biglietto da visita e una presentazione del proprio lavoro. Richiede chiarezza espositiva, lucidità su quelli che sono i punti forti e quelli più deboli e dono della sintesi.

In base alla qualità della sinossi ci facciamo una prima idea di quello che andremo a leggere

LA SINOSSI COSA È

LA SINOSSI: UNA DEFINIZIONE

Sinossi è una parola di origine greca (Synopsis) e significa letteralmente “avere uno sguardo d’insieme”.

Ne deriva che la sinossi è una sorta di panoramica del romanzo, un compendio, un riassunto dell’intera opera.

Non è un caso che nella definizione stessa vi siano due delle più necessarie caratteristiche della sinossi: la brevità e la completezza.

Per proporsi a una casa editrice è indispensabile essere in grado di scrivere una sinossi efficace, in grado di far risaltare i punti di forza della storia che avete scritto.

I 3 ERRORI PIÚ COMUNI

LA SINOSSI PROLISSA:

Tipico errore di uno scrittore alle prime armi e poco sicuro. In questo caso lo scrittore inserisce nella sinossi qualsiasi minimo e ininfluente snodo di trama. Niente viene lasciato alla curiosità di chi legge. Scritta in un linguaggio solitamente pomposo e artificioso, è destinata ad annoiare dopo meno di cinque righe.

LA SINOSSI AMBIGUA:

È quella sinossi che, corta o lunga che sia, non dà una sola informazione utile alla persona che la legge.

Non permette di comprendere se il romanzo ha una dose di originalità. Affermando tutto e il contrario di tutto, l’autore butta qua e la dettagli spesso insignificanti, nell’erronea convinzione che l’ambiguità crei curiosità.

LA SINOSSI CONFUSA:

Scritta solitamente a posteriori da uno scrittore che nella maggior parte dei casi ha scritto anche un romanzo confuso.

La sinossi confusa non dà nessun dettaglio di reale utilità perché chi scrive non sa identificare gli elementi narrativi davvero trainanti, davvero importanti, per racchiudere in poche battute l’anima del suo romanzo.

Cosa inserire nella sinossi

Un elemento fondamentale che spesso viene dimenticato è che la sinossi non è rivolta al lettore bensì all’editore o ad altri professionisti del settore (agenti letterari, consulenti editoriali, critici letterari, giornalisti culturali…) che devono farsi un’idea del progetto in poco tempo. Di conseguenza una sinossi corretta deve contenere tutti gli elementi di forza di un testo possibilmente organizzato in modo ordinato.

La sinossi deve perciò contenere una serie di informazioni basilari e immancabili, come inizio, svolgimento e fine del romanzo, senza tralasciare eventuali colpi di scena importanti ai fini narrativi.

Un aiuto per ordinare le idee del proprio romanzo potrebbe essere quello di affidarsi alla regola delle 5W

Le 5 W sono “Who?”, “What?”, “Where?”, “When?” e“Why?”, e servono ad aiutare a descrivere un fatto in maniera schematica, senza tralasciare alcuna informazione essenziale.

Seguendo la traccia di queste domande, saremo in grado di includere nella sinossi tutto ciò che effettivamente serve, senza perdersi in pericolosi giri di parole che deviano l’attenzione da quelli che sono i reali punti di forza del romanzo. 

Alcuni esempi di domande che ci possiamo fare potrebbero essere:

  • Chi sono i personaggi principali?
  • Cosa accade a questi personaggi?
  • Quali sono i principali eventi?
  • Dove si svolge l’azione del romanzo?
  • Quando collochiamo temporalmente l’azione o le azioni del romanzo??
  • Qual è l’intreccio? Come vengono narrati i fatti?
  • Ci sono dei temi universali? Degli archetipi narrativi? C’è una morale o un insegnamento da trarre?

Due elementi fondamentali spesso dimenticati nelle sinossi

Il pubblico di riferimento.

È essenziale che tra le righe (o in maniera esplicita) emerga a quale lettore ideale si rivolge il nostro lavoro. Questo per due motivi:

  1. aiuta l’editore a capire fin da subito se il romanzo è di suo interesse
  2. permette di valutare se il romanzo è effettivamente in linea con quel pubblico o se dovrebbe fare riferimento a un target diverso.

Il finale

Fra tutte le sinossi che ricevo, solo il 15-20% di queste presentano il finale, Omettere il finale è un gravissimo errore. La sinossi deve sempre presentare il contenuto dell’atto conclusivo, perché questo è fondamentale per capire dove l’autore vuole andare a parare e per valutare il “viaggio dell’eroe” ovvero il percorso dei protagonisti.

Quanto deve essere lunga una sinossi?

Non esiste una regola scritta o comunemente condivisa su quanto debba essere lunga una sinossi: il miglior consiglio che posso darti è quello di controllare i siti delle varie case editrici, nella sezione in cui parlano dell’invio dei manoscritti, oppure di inviare una e-mail di richiesta informazioni.

In quanto direttore di CDM edizioni consiglio una sinossi di massimo 1800/2000 battute(spazi inclusi).

Ultima precisazione

Molto spesso la sinossi viene confusa con la quarta di copertina. In realtà hanno scopi e caratteristiche completamente diverse. La quarta di copertina è rivolta al potenziale lettore e il suo scopo è quello di catturare l’attenzione del lettore. Non deve svelare tutti i dettagli della trama, ma deve incuriosire. In pochissime battute, la quarta di copertina deve convincere il lettore a comprare il libro. La sinossi è invece rivolta ai professionisti dell’editoria e consiste in un riassunto ragionato dell’opera senza tralasciare alcun elemento fondamentale. La sinossi non sarà mai letta dai lettori, ma servirà agli editori e ai vari professionisti per valutare se l’opera presentata potrebbe essere di loro interesse.

Sinossi 10 regole fondamentali

1 – Deve essere scritta impeccabilmente: Refusi ed errori sono inammissibili

2 – La sinossi è il riassunto completo dell’opera: dall’incipit al finale, senza tralasciare i colpi di scena, gli eventi particolari, i momenti significativi. Anche se si tratta di giallo, il finale deve essere svelato. Nulla va omesso perché la sinossi non è la quarta di copertina.

3 – Deve essere sintetica, molto breve.

4 – La sinossi deve essere schematica. No agli aggettivi, le enfasi, i paragoni e le metafore. Asciugate tutto e andate all’essenziale. Il lettore tecnico vuole sapere che “Cenerentola scappa dal ballo a mezzanotte” e non che “la bellissima Cenerentola all’udire del dodicesimo rintocco sussultò e, con il cuore in gola, comprese che doveva fuggire via.Sinossi e opera devono parlare lingue differenti.

5 – In una sinossi è vietato parlare di sé, della propria opera e di qualunque cosa non sia la trama stessa. La sinossi racconta la trama del libro, la biografia professionale deve essere messa a parte.

6 – Trasferite il punto di vista. Le migliori sinossi riescono a trasferire al lettore tecnico il punto di vista della narrazione.

7 – Non elogiate l’opera . Lasciamo che siano gli altri a fare apprezzamenti.

8 – La sinossi deve dare il senso dell’ambientazione e dell’atmosfera. Bastano poche parole per dare il senso.

9 – Evidenziate i conflitti del protagonista

10 – Collocate nel tempo la narrazione. Sembra banale, ma molti non lo fanno poiché lo danno per scontato.

Esempio di sinossi corretta

I Malavoglia, Giovanni Verga

Nella seconda metà dell’Ottocento, ad Aci Trezza, vivono i Toscano, detti i Malavoglia, la cui unica fonte di sostentamento è la Provvidenza, una piccola barca che usano per pescare. Capostipite è Padron ‘Ntoni, anziano e vedovo, che abita nella Casa del Nespolo con il figlio Bastianazzo, la nuora Maruzza e i loro figli: ‘Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia. ‘Ntoni, il maggiore, parte per il militare e ciò crea alla famiglia dei disagi, poiché i guadagni del ragazzo vengono a mancare. Per questo motivo, Padron ‘Ntoni si mette in affari e compra una partita di lupini che Bastianazzo dovrà trasportare via mare; durante il viaggio, però, la Provvidenza naufraga, il figlio muore e il carico va perso. Le sorti della famiglia si fanno più dure e a poco serve il ritorno di ‘Ntoni, che riprende di malavoglia l’attività di pescatore. Altre sfortune si abbattono sui Malavoglia: il debito dei lupini, non pagato, fa perdere la Casa del Nespolo; un altro naufragio della Provvidenza fa quasi morire Padron ‘Ntoni; Maruzza muore per il colera. ‘Ntoni se ne va in cerca di fortuna (costringendo la famiglia a vendere la barca) e quando torna, senza averla trovata, si dà al contrabbando, finché, dopo una rissa e una retata, viene arrestato. Padron ‘Ntoni, complici dei pettegolezzi sulla nipote Lia, ha un mancamento e, quando le sue condizioni peggiorano, si decide il ricovero. Lia, a causa delle malelingue, parte per Catania, dove finirà a fare la prostituta. Mena, per via della situazione della sorella, rinuncia a un matrimonio d’amore e si dedica ad accudire i figli di Alessi, il quale è riuscito a ricomprare la Casa del Nespolo. I Malavoglia rimasti fanno visita a Padron ‘Ntoni, all’ospedale, per informarlo che la Casa del Nespolo è di nuovo loro e che presto lui potrà tornarci. Il vecchio pescatore, però, muore poco prima di riuscirsi. ‘Ntoni esce di prigione e torna al paese, ma si rende subito conto che non può restare: a causa del suo passato, non può che abbandonare quella che era la sua casa.

I Malavoglia, Giovanni Verga