Il filo rosso che portiamo al polso come un braccialetto

Il filo rosso che portiamo al polso come un braccialetto

“Questo giorno che incombe” esce nel novembre del 2021 e a dicembre dello stesso anno vince il prestigioso Premio Scerbanenco.

Il libro di Antonella Lattanzi, con il titolo di ispirazione shakespiriana, arriva quattro anni dopo “Una storia nera”.

“Questo giorno che incombe”, frase tratta dal Giulio Cesare prosegue :

“Ma basta che il giorno finisca e la sua fine è nota”. In realtà non riusciamo mai a cogliere i segni premonitori di una tragedia che incombe pesantemente sulle nostre vite.

Una seconda vita

Francesca, la protagonista del romanzo, si trasferisce con tutta la famiglia da Milano a Roma in un “perfetto” quartiere residenziale: i Giardini di Roma.

Francesca è entusiasta di questo nuovo inizio. Il palazzo dove va a vivere sembra il luogo ideale dove costruire una nuova armonia con suo marito Massimo e le sue due bambine Emma e Angela. Niente potrebbe andare storto.

La città splende e tutti gli inquilini si prodigano per farla sentire a casa.

Casa, ci sei?

La casa, il luogo eletto e di protezione permetterà a Francesca di scoprire una nuova sé.

Sarà nella casa che Francesca si ascolterà, si conoscerà e acquisterà una nuova consapevolezza.

Si riconoscerà non solo egoista, perché sente il peso delle figlie, ma anche spregevole per aver scampato per un soffio una tragedia che ha colpito altri.

Francesca subisce nel corso del romanzo una metamorfosi, metamorfosi che va di pari passo con la casa diventata il suo alter ego. Così la casa da semplice spazio contenitore, diventa una confidente, una cassa di risonanza che bisbiglia, consiglia ordina e si prende gioco di lei.

Il pericolo

Questo giorno che incombe è un storia tetra, spiazzante e a tratti quasi macabra.

Ci mette di fronte ad una verità ineluttabile: la tragedia si annida ovunque persino dove meno te aspetti.

Il male non ha fine, si estende a macchia d’olio contaminando non solo chi è vicino , ma tutto e tutti.
La Lattanzi si è ispirata ad un evento di cronaca nera realmente accaduto, una tragedia avvenuta nel condominio in cui abitava con la sua famiglia. Ma, come dirà la scrittrice, il male che si era consumato in quel luogo non riusciva ad andarsene. Continuava ad aleggiare rimanendo una fastidiosa, disturbante e insidiosa presenza.

Il condominio perfetto che sembra diventare il protagonista del romanzo è, al di là della sua apparente accoglienza il luogo dell’emarginazione. Separato dal resto del mondo da un cancello rosso, il luccicante condominio, è un microcosmo retto da regole non scritte, tacitamente condivise e mai discusse, e per questo pericolosamente pervasive e vincolanti.

Al di qua del cancello rosso protetti dall’amorevole devozione dei condomini, niente dovrebbe accadere. E invece no. Sarà proprio lì che serpeggerà, l’ambiguità, il pregiudizio e il male.

“Questo giorno che incombe” e la maternità

Quella della Lattanzi è anche una riflessione amara ed estremamente lucida della maternità e del prezzo che una donna deve pagare sulla propria pelle per non deludere le aspettative della società crudele e giudicante.

Francesca rinuncia alla sua carriera per occuparsi delle figlie, faticando e lottando contro i sensi di colpa per ritagliarsi un piccolo spazio per sé.

Massimo, suo marito sta tutto il giorno fuori casa, assorbito completamente dal lavoro e dalla carriera.

Francesca, come altre donne nella sua stessa situazione, non può fare a meno di sentirsi persa, infelice e confusa.

In un’intervista rilasciata ad Antonella Fiori (F Magazine), la scrittrice Antonella Lattanzi afferma

Nessuno oggi aiuta veramente una madre. Nel condominio, Francesca viene guardata con sospetto perché lei non corrisponde alla stereotipo della brava madre”.

È il problema di una società che decide cosa è giusto e normale e ti individua come diverso“, prosegue la scrittrice. “Se lo pensa una persona è un conto, se lo pensano in tanti diventa pericoloso”.

La frustrazione di questa madre infelice, esplode quando la piccola Teresa scompare dal Giardino di Roma.

Il condominio felice e perfetto in cui tutti si conoscono e si aiutano si trasforma nel peggior incubo per Francesca.

Il mostro che ha rapito una bambina di cinque anni potrebbe essere il tuo vicino di casa.

Non può fidarsi di nessuno.

“Questo giorno che incombe”: un’onda che travolge tutto

Nonostante il dolore e la tragedia, l’amore vince e con un colpo di spugna porta la luce là dove c’era il buio.

Ma il male non se ne va via mai del tutto.

La scrittura della Lattanzi è straripante e si alterna senza sosta tra eventi e pensieri. L’autrice mentre va avanti nella storia, va a fondo alla scoperta di sentimenti concitati, contraddittori e dolorosi che come onda travolgono tutto.

Rimane solo la consapevolezza che tutte le cose sono legate a un sottile filo rosso che ognuno di noi porta legato al polso come un braccialetto.