Autobiografia: da dove iniziare, dubbi, errori e consigli

autobiografia

Autobiografia:  scrivere di sé stessi, della propria vita. Dal greco autos+bios+grafé (se stesso-vita-scrittura)

Scrivere è terapeutico.

Gli psicologi ce lo ripetono allo sfinimento. E a dirla tutta,  non spossiamo fare a meno di confermare che scrivere è profondamente liberatorio. Quante volte abbiamo sentito la necessità di mettere nero su bianco episodi salienti (solitamente drammatici) della nostra vita ? Detto questo,  scrivere esclusivamente per sé stessi, sul proprio diario, nella propria cameretta, non significa esattamente scrivere un’autobiografia.

Autobiografia: basta raccontare la propria vita?

Basta raccontare gli aneddoti della nostra vita, per scrivere un’ autobiografia? Basta innescare un processo catartico, affinché la nostra vicenda personale diventi un romanzo pubblicabile?

Partiamo da una premessa fondamentale: non è necessario aver vissuto esperienze di vita fuori dal comune per raccontare la propria storia. Quello che è fondamentale è trasformare  il proprio vissuto, in qualcosa riconoscibile, comunicabile e fruibile. A questo punto arriva dirompente la prima domanda a cui ogni futuro scrittore di un romanzo autobiografico , deve rispondere: Perché raccontare la  propria storia personale ai lettori?

In pochi si  pongono questo interrogativo. Avere idee chiare è fondamentale se si vogliono evitare errori irrimediabili nel futuro. Quando decidiamo di dedicarci a  un romanzo autobiografico, pensiamo che sia  giunto il momento di mettere la nostra esperienza al servizio degli altri, con l’intenzione di comunicare un preciso messaggio a un pubblico di lettori.Per far questo la storia deve essere compresa e  letta con facilità. Detto questo, da dove partire?

Autobiografia: da dove partire

Una volta capito che vogliamo occuparci della nostra autobiografia, ecco alcuni suggerimenti utili per partire:

1.Scrivete tutti i giorni. Potete usare un diario, un quaderno, fogli svolazzanti o pc. L’importante è cominciare a prendere l’abitudine di scrivere di sé e, contemporaneamente, raccogliere materiale utile da utilizzare.

2. Selezionate un argomento. A nessuno interessa una cronistoria asettica. Scegliete un aspetto significativo della vostra vita e concentratevi su quello.

3. Identificate un pubblico. A chi vi rivolgete? Il vostro pubblico è vostro coetaneo o no? ha i vostri stessi interessi? Queste e molte altre domande aiutano a definire cosa raccontare (e cosa no).

4. Via libera alla fantasia…nella costruzione:  Va da sé che l’autobiografia, per essere tale deve essere più veritiera possibile. Questo non significa che non potete  cambiare l’ordine degli eventi, fare avanti e indietro nel tempo usando flashback, inserire qualche dialogo che non è mai avvenuto per movimentare una scena.

5.Non esistete solo voi. Anche se l’autobiografia prevede voi come protagonista, non significa escludere l’interazione con altri personaggi.

Autobiografia: attenzione alle insidie

L’autobiografia, facendoci diventare protagonisti della nostra storia, nasconde alcune insidie.

Prima di tutto corriamo il rischio di diventare autoreferenziali: scriviamo di argomenti che interessano solo a noi e che non oltrepassano i confini della nostra individualità. Se vogliamo essere letti, dobbiamo avere la presunzione che la nostra storia diventi in qualche modo universale. Strettamente connesso a questo aspetto c’è il rischi di diventare estremamente auto celebrativi e auto compiacenti. Non dobbiamo usare l’autobiografia per far sapere agli altri quanto siamo bravi.

Per evitare questi scivoloni è importante, da un lato, individuare un tema di fondo nella storia autobiografica. Di cosa stiamo parlando? Amore,  famiglia, il processo di crescita, adolescenza, il riscatto personale, il perdono…

Dall’altro lato, dobbiamo sempre tenere presente il nostro pubblico di riferimento, il nostro lettore ideale: A chi stiamo parlando esattamente?Cosa vogliamo comunicare e cosa omettere?

Individuare il tema di fondo e rivolgersi a un lettore ideale ci aiutano a trovare la direzione giusta.Non dimentichiamo mai che scrivere, sia autobiografia, che saggistica, che narrativa, che romanzi storici…  è sempre un gesto comunicativo.

Libri autobiografici da cui prendere esempio

Scrivere e leggere sono attività imprescindibili, soprattutto per chi vuole diventare uno scrittore.

Ecco alcuni esempi  di autobiografie, che ho particolarmente amato e che  possono esservi utili.

-On writing, di Stephen King. Due libri in uno: si tratta infatti in parte di un’autobiografia, in parte di un manuale di scrittura, direttamente dalla penna di uno degli autori contemporanei più popolari.

-Io so perché canta l’uccello in gabbia, di Maya Angelou. La vita di una bambina nera negli Stati Uniti degli anni Trenta. La segregazione razziale, la famiglia, la violenza, osservati con gli occhi di una bambina vivace e coraggiosa.

Sono ancora vivo di Roberto Saviano. Quando il racconto di sé incontra l’arte e le forme alternative di scrittura, nasce un’autobiografia in graphic novel, un formato interessante scelto da Roberto Saviano per il suo Sono ancora vivo. Nel libro, illustrato da Asaf Hanuka, il giornalista e scrittore minacciato dalla criminalità organizzata racconta il suo percorso e i suoi sentimenti, in un dialogo con il lettore a cuore aperto, trasparente e commovente.

Lungo cammino verso la libertà di Nelson Mandela La vita di Nelson Mandela appartiene alla storia della cultura mondiale, ma per poterne assaporare meglio ogni singolo passaggio diventa preziosa e utile la sua autobiografia. In questo volume è possibile ripercorrere l’intera vita del Premio Nobel per la pace, a partire dalla sua infanzia nelle campagne del Transkei alle township di Johannesburg, dalla sua prima militanza nell’Anc ai molti anni passati in carcere.

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