Squid Game: Il successo planetario di una storia di perdenti

Squid Game

Squid Game è una serie TV scritta e diretta dal regista coreano originario di Seoul, Hwang Dong-hyuk. 

La fortunata serie è ambientata in Corea del Sud ai giorni nostri. Anche se dal dopoguerra il paese è diventato uno dei più ricchi dell’Asia, il progresso economico e finanziario ha portato l’incremento delle disparità sociali tra le classi, una realtà già portata alla luce con Parasite del 2020.

Squid Game: la trama

La trama di Squid Game si concentra  su un nucleo di 456 persone che per diversi motivi versano tutte in condizioni economiche disastrose. In fuga dagli strozzini, ricercati per frodi o perseguitati dalle banche, ognuno di loro ha diversi motivi per voler resettare la propria vita. Vengono quindi invitati uno ad uno da una misteriosa organizzazione a partecipare a una serie di giochi per bambini ispirati a classici come “un, due, tre, stella!” e molti altri meno noti per il pubblico occidentale, con la promessa di una vincita in denaro “risolutiva” e in grado di porre fine a ogni problematica finanziaria. Si parla di 45.600.000.000 won (circa 33 milioni di euro al cambio attuale). C’è solamente un problema e non è da poco, la sconfitta coinciderà con una morte brutale e prematura.

Come è nata la serie

Il creatore della serie, Hwang Dong-hyuk,  ha spiegato d’aver avuto quest’idea più di 10 anni fa.

“Nel 2008 avevo da poco fatto il mio esordio e a quel tempo frequentavo molto i negozi di fumetti. Pensavo di scrivere una storia simile a quella dei comic in Corea e così nel 2009 ho completato questa sceneggiatura”.

L’idea iniziale era quella di adattare il tutto in un film. Un sogno rimasto a lungo nel cassetto, considerando la difficoltà di trovare un finanziatore: l’idea era stata considerata poco commerciale e troppo complessa per un vasto pubblico.

La realtà ha smentito ogni più rosea previsione: Squid Game è attualmente al primo posto in 90 Paesi e si prevede che sarà vista da oltre 80 milioni di abbonati in tutto il mondo nel primo mese di uscita, diventando la serie più vista nella storia di Netflix.

Squid Game: una storia personale di perdenti

Per Hwang, la narrativa dello spettacolo riflette la società competitiva in cui viviamo oggi. “Questa è una storia sui perdenti”, ha detto, quelli che lottano attraverso le sfide della vita quotidiana e vengono lasciati indietro, mentre i “vincitori salgono di livello”.
Non solo, Squid Game è anche una storia personale. I due personaggi principali, Seong Gi-hun e Cho Sang-woo, prendono il nome dai suoi vecchi amici e li chiama i suoi “cloni interiori”.
“Rappresentano i due lati di me. Come Gi-hun, sono stato cresciuto da una madre single in un ambiente finanziariamente problematico a Ssangmun-dong”, ha spiegato. “Allo stesso tempo, come Sang-woo, sono andato alla Seoul National University e tutto il mio quartiere mi ha elogiato e aveva grandi aspettative su di me”.

Una seconda serie?

La produzione dello spettacolo è stata un’esperienza intensa, con Hwang che ha perso sei denti durante le riprese a causa dello stress. Ma non lo ha completamente allontanato dall’idea di fare una seconda stagione.
“Scrivere, produrre e dirigere una serie da soli è stato davvero un compito così grande. Quando penso di fare lo stesso per la seconda stagione, sono personalmente un po’ preoccupato”, ha detto. “Non c’è nulla di confermato al momento, ma così tante persone sono entusiaste che lo sto davvero contemplando”.
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Elisabetta Lubrani