La tarocca e il leone da tastiera

La tarocca e il leone da tastiera

 

Tarocco letteralmente si riferisce alla carta da gioco su cui appaiono allegorie.

I tarocchi erano, e sono, un mezzo usato dai cartomanti per predire il futuro: in realtà era un gioco di carte completo, che non si limitava ad usare le figure. La disputa si accendeva confrontando i diversi valori attribuiti alle carte, dando vita ad un gioco estremamente vivace. Da qui uno dei significati più rari del verbo taroccare, ossia discutere, litigare.

Nella storia i cartomanti non hanno mai avuto fama troppo diversa da quella di ciarlatano – e questo ha generato il significato forse più in voga che oggi ha il tarocco: il contraffatto, il finto.
La tarocca nello specifico sarei io, definita tale da una controfigura mal riuscita di “leone da testiera”. Il leone da tastiera è un’espressione dispregiativa e sarcastica del gergo di Internet usata per riferirsi a utenti del Web che, differentemente da quanto farebbero di persona, scrivono in modo aggressivo, talora insultando, offendendo, screditando o minacciando altri utenti. L’espressione fa riferimento al fatto che tali comportamenti sono agevolati dalla sensazione di deresponsabilizzazione derivante dall’uso di utenze anonime.  In altre parole, detti soggetti,  riescono a sentirsi “leoni” solo dietro ad un schermo, brandendo la tastiera come se fosse una spada. Personaggi con una mentalità ristretta chiusa tra le quattro mura della loro alterata realtà. Sono talmente offuscati e annebbiati da pensare di rimanere impuniti e che le povere vittime non abbiano il coraggio di denunciare. E invece garantisco che lo fanno.

I leoni da tastiera non riescono neanche a riflettere sul fatto che i loro comportamenti possono integrare diversi reati come diffamazione (aggravata dalla grande pubblicità della rete), sostituzione di persona, molestia, minaccia, incitamento all’odio e stalking.

Reati gravissimi.  La Germania è stata la prima nazione europea a emanare, nel 2017, una legge per contrastare le utenze aggressive. Tale legge consiste nel responsabilizzare le grandi piattaforme web che, in caso di inadempienze nella rimozione dei contenuti illegali, possono essere soggette a multe fino a 50 milioni di euro.

Spero che anche in Italia si arrivi ad una legge severa che punisca reati gravi come questi. Io ho fatto e sto facendo la mia parte, denunciando con tanto di nome e cognome.

L’iter magari sarà un pò lungo, ma i poliziotti , estremamente severi mi confortano, anche se restano ogni volta sconvolti dalla violenza con la quale un uomo si rivolge ad una donna. Il mondo reale sarà quando il leone da tastiera verrà strappato dall’oscurità della sua protezione  virtuale e si troverà in un’aula di tribunale vera, di fronte ad un giudice, vero,  cercando di fornire giustificazioni all’ingiustificabile. La giustizia è lenta, ma quando arriva va fino in fondo. Sono sicura che questo sia l’unico modo di rispondere. L’ignoranza si combatte con l’intelligenza.