Premio Strega: una rinascita culturale che si rinnova ogni anno

Premio

Premio Strega e gli Amici della domenica

Il premio è stato costituito col fondo di duecentomila lire messo a disposizione dai fratelli Alberti della ditta Strega, ed è inutile sottolineare quanto sia bello per noi che proprio due uomini dell’industria di gusto e di cultura, abbiano voluto dare il loro contributo ad una iniziativa della società letteraria. Per ricambiare la cortesia noi chiameremo questo premio il “Premio letterario Strega degli Amici della domenica

Maria Bellonci

Il Premio Strega venne annunciato il 17 febbraio 1947 e, grazie al mecenatismo di Guido Alberti, gli venne dato il nome del liquore prodotto dall’azienda di famiglia. Da allora gli Amici della domenica, che oggi costituiscono un corpo elettorale di quattrocento persone diversamente inserite nella cultura italiana, si riuniscono ogni anno per scegliere in due successive votazioni il vincitore: la prima in casa Bellonci, in giugno; la seconda al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma, ai primi di luglio.

Un momento di rinascita culturale

Già da tempo cominciavo a pensare ad un nostro premio, un premio che nessuno ancora avesse mai immaginato. L’idea di una giuria vasta e democratica che comprendesse tutti i nostri amici mi sembrava tornar bene per ogni verso; confermava il nuovo acquisto della democrazia.

Maria Bellonci racconta la nascita, in seno al gruppo degli Amici della domenica, dell’idea di dare vita a un nuovo premio letterario, che contribuisse nell’Italia del primo dopoguerra alla rinascita culturale del Paese.

Così prosegue la presentazione di quello che diventerà il più prestigioso premio letterario italiano. Abbiamo pensato di farlo assolutamente indivisibile e per l’organizzazione ci siamo attenuti alle norme del referendum. Noi, cioè, non poniamo candidati, né pochi né molti. Hanno diritto al voto tutti gli amici che frequentano le nostre riunioni domenicali (che abbiamo calcolato in centocinquanta, comprese le signore e gli amici lontani). La prima votazione, che avrà luogo il 15 giugno, designerà con la maggioranza del suffragio cinque opere pubblicate negli ultimi dodici mesi. Dopo lo scrutinio, che avverrà immediatamente. Si comunicheranno ai votanti i nomi delle cinque opere segnalate per maggioranza di voti, e su queste, sempre con scheda segreta, si ripeterà la votazione. La proclamazione avverrà verso il 1° luglio in un locale pubblico. Sarà premiata un’opera narrativa (romanzo, racconti, diario, biografia)

Come una consultazione elettorale

La memoria del referendum del 2 giugno 1946, in cui gli italiani hanno scelto la repubblica, è ancora vivissima, tanto che nello spiegare il meccanismo del premio Maria Bellonci adopera volentieri le parole della consultazione elettorale: “referendum”, appunto, e “candidati”, “votazione”, “suffragio”, “maggioranza”. È palpabile la gioia di aver riacquistato l’esercizio dei diritti civili fondamentali dopo gli anni della dittatura e della guerra.

Premio Strega : la  storia che si rinnova e non si dimentica

“Quello del Premio Strega è una storia nota, che amiamo raccontarci ogni anno e che rivive in questi giorni di candidature e fino al prossimo 8 luglio, quando celebreremo il libro vincitore della settantacinquesima edizione passando attraverso il settantacinquesimo compleanno della repubblica. La durezza di questi ultimi mesi ci ha insegnato una volta di più  che gli uomini esistono gli uni per gli altri e che gli scrittori non fanno eccezione.

Sono ancora parole di Maria Bellonci. L’augurio è che quello spirito di collaborazione e di rinascita che animava i fondatori del Premio Strega continui a essere attivo in tutti noi.

 

(Fonte: “Settantacinquesima edizione del Premio Strega”. Stefano Petrocchi, Direttore Fondazione Bellonci)

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