The Affair :una relazione pericolosa che finisce in “discesa”

The Affair

The Affair è la storia più vecchia e sentita del mondo. Un affascinante uomo di mezza età, Noha,padre di famiglia e marito apparentemente amorevole,  insoddisfatto della vita, viene vinto dall’irrefrenabile passione per una donna più giovane di lui. Per lei abbandona una moglie Helen e quattro figli. Insomma il classico clichè.

Quel tradimento,però, non è semplicemente l’inizio della fortunata serie tv, ma è il nodo centrale, il cuore da cui si dipanerà l’intera vicenda.

E’ come se quel tradimento fosse un sasso che, buttato in uno stagno, genera cerchi concentrici e consegenze che si espandono senza limiti.

Gli stereotipi si moltiplicano così la giovane amante Alison,anche lei sposata con un affascinante Cole Lockhart, è fragile, vulnerabile con un passato drammatico.

La trama nel corso delle serie si infittisce con personaggi che entrano, ed altri che ne escono alcuni senza colpo ferire (come la francese Juiliette Le Galle ,l’ennesima amante di Noha, durata giusto il tempo necessario per farsi rovinare la vita dal burrascoso amante),altri che faranno sentire profondamente la loro mancanza come Cole e Alison.

The Affair è un lungo racconto ,dalla prosettiva maschile e femminile di due matrimoni, di due tradimenti e delle inevitabili ricadute che ha su tutte le persone coinvolte.

Gli ingredienti ci sono tutti per creare una serie nuova, e allettante. Forse la quinta stagione sembra essere un di più , un allungare una storia che forse sarebbe stato meglio far finire prima .

D’altronde la mancanza di due protagonisti insuperabili quali Alison e Cole si fa sentire e il salto in un’epoca futurista appare un pò azzardato anche se,visto in prospettiva,ha un suo messaggio.

Ad ogni modo The Affair è stata una serie seguitissima e nonostante tratti di inevitabile banalità ,ci offre un importante sguardo sulla contemporaneità.

The Affair:all’inizio solo lui e lei

L’idea geniale di The Affair per raccontare la storia più vecchia del mondo è stata, in principio, quella di dividere ogni puntata rigorosamente in due parti ,ri-percorrendo gli stessi eventi prima dal punto di vista di lei e poi dal punto di vista di lui (o viceversa). Il meccanismo innescato è geniale: i dettagli che cambiano sembrano spesso minimi – il colore di un vestito, la reazione a una frase, qualche incongruenza temporale – ma dicono moltissimo.

Ri-vivere lo stesso evento utilizzando due lenti diverse sottolinea quanto sia fallace la nostra memoria e che per quanto non ci piaccia, siamo proprio noi stessi i nostri peggiori nemici,perchè ci raccontiamo storie, ci inventiamo immagini e frasi .

Insomma ,ci costruiamo realtà che devono rassicuraci o punirci.

Siamo noi e solo noi che in ultima istanza decidiamo  di assolverci, giustificarci o odiarci.

Nel 2014, ai tempi della stagione 1, gli autori Sarah Treem e Hagai Levi avevano già evidenziato in forma narrativa la drammatica questione: “ognuno vive all’interno della propria versione dei fatti ed è davvero molto difficile trovare un accordo, se a essere messo in discussione è il nucleo ideale di noi stessi”.

Ecco il motivo della grandissima fortuna di The Affair soprattutto nella prima stagione.

Tutti e le verità di Tutti

Partendo da queste premesse the Affair è andato avanti, senza riuscire a mantenere viva la novità delle prime stagioni, cadendo a tratti in banalità allucinazioni e fantasie varie.

Noah decide di assumersi la responsabilità dell’omicidio di  Scotty ,il fratello di Cole, quando,in realtà, era l’unico che ,almeno in quell’occasione, non aveva colpe.La scelta di immolarsi per le due donne della sua vita sembra poco realistica. E che dire poi delle allucinazioni che avrà Noha in seguito alla sua esperienza in carcere , allucinazioni che ci accompagnano per un’intera serie per poi essere totalmente superate , e senza straschichi,nelle serie successive?

Helen icona del sacrificio, perdona e giustifica ogni bassezza del marito fedifrago.Si innamorerà di Vic,un autentico principe azzurro per giunta ricco che si ammalerà di cancro. Vic per sopportare la devastante notizia tradirà la povera Helen con Sierra la giovame ed eccentrica vicina. E da quel tradimento nascerà Eddie che Helen accoglierà con il grande spirito da crocerossina  che sempre l’ha caratterizzata .Si trasferisce a Los Angeles sopporta le invadenze e  offese della sucera Priya, supera il lutto e si prende cura dei figli.

Ha una nuova relazione con il famoso Sasha Man e un nuovo lavoro ma, Noha è sempre lì a rovinare la vita di questa donna che suo malgrado,anche se  non si capisce bene perchè,  rimane ancora accanto a quest’uomo disastrato.

Senso di colpa, Amore?

Elison muore e Cole sparisce e la serie non è più a stessa:si moltiplicano i punti di vista, ma si perde completamente il gioco del confronto di prospettive,ri-vedere gli stessi eventi due volte diventa sempre più raro, e il salto da un personaggio all’altro si trasforma in un espediente per portare avanti una storia  sempre più intricata, melodrammatica e inverosimile in cui ciascuno urla la propria personale verità, non solo inconciliabile, ma a tratti totalmente scollata dalla realtà.

Sembra una gara tutti contro tutti che trova il momento più meschino con Noha, che durate la festa di Halloween, piazza nel cassetto di Sasha Man un reggisero rosa , sfilato ad una assistente di produzione un pò troppo esuberante. Un giochetto da adolescente che conferma la scarsa personalità di Noha e che fa rivivere alla martire Helen ,il doloroso dejavu con il reggiseno di Alison trovato in camera ai tempi del suo matrimonio con Noha.

The Affair. La quinta stagione: un flop?

La quinta stagione è un condensato maldestro di temi di attualità che forse meritavano di essere affrontati con più serietà: la difficoltà e la solitudne della maternità, gli abusi sessuali collegati al fenomeno#metoo, il cambiamento climatico.

Purtroppo l’ultima stagione risente dell’assenza di Alison e Cole, assenza che gli autori non sono riusciti a colmare con l’arrivo dell’ex bambina , Joanie (interpretata dal broncio di Anna Paquin), che però ora ha ben più di trent’anni e vive in un futuro che sembra quanto mai lontano.  Un’idea talmente lontana dal tono e dallo spirito iniziali, potenzialmente interessante, ma che rischia di lasciare interdetti – anche perché questa Joanie cresciuta, benché svolga la  professione di coastal engeneer (fondamentale in un mondo che vede costantemente erodere le proprie coste per l’innalzamento degli oceani), sembra refrettaria a ogni logica, è a tratti perversa , oscura e spinosa tanto da mettere a dura prova la pazienza dello spettatore.

In soli trent’anni il nostro mondo è totalmente modificato.

Forse i cambiamenti non arrivano così velocemente.

Veniamo sbalzati avanti indietro e  la storia Joinie sembra del tutto scollegata alla serie. Lo scollamento è disturbante . Mentre Joinie in un catastrofico 2053 in cui Montauck è devastata e non c’è elettricità se non per poche ore al giorno, nel presente(o nel passato?)  Noah e Helen si ritrovano a fronteggiare l’ennesima “emergenza Noha” nel bel mezzo di uno di quei devastanti e inarrestabili incendi californiani, un altro segno del cambiamento climatico.

Il futuro, appare quanto mai cupo, decadente e in rovina: The Affair nella sua lunga parabola, attraverso prospettive, coltivando drammi su drammi ,implode su sè stesso come una infinita Descendent.

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Elisabetta Lubrani